1° risposta al meme. Briciole (Per Nykyo)
Prima di tutto mi scuso un casino per il ritardo con cui rispondo al meme. Ci sono stati periodi di poca voglia di fare e di smodato cazzeggiare, ma chi mi conosce sa che lasciare le cose incompiute è un tarlo che mi rode dentro e quindi mi accingo almeno a rispondere alla prima richiesta.
Sappiate che non sarà facile e probabilmente neanche esaustivo, ma ci provo.
E così la mia
nykyo m'ha richiesto Briciole!
Briciole...
Non posso parlare di Briciole se non introduco in un secondo il primo capitolo della trilogia che in fondo è l'esempio lampante di come io veda il rapporto tra un Sirius e un Severus adolescenti.
Dopo aver partorito "Predestinato" (che se rileggo adesso mi vien da sorridere), penso sia proprio la trilogia de "La scommessa" quella che mi ha permesso di fare chiarezza sulle dinamiche di quel rapporto.
Nella mia mente malata sapevo che Sirius e Severus erano fatti l'uno per l'altro. Indissolubilmente. Senza possibilità di scampo.
Sapevo anche che erano comunque due persone sbagliate destinate entrambe all'infelicità per una serie di motivi completamente diversi.
Se con "Predestinato" partivo da un presupposto totalmente ribaltato (e cioè che Severus fosse divenuto mangiamorte per via delle macchinazioni di Albus) era già chiaro che ciò che lega quei due all'inizio è comunque una passione smodata, quasi insana.
Carnale.
Non un semplice colpo di fulmine. Proprio roba di carne. Corpi che si incastrano alla perfezione.
Ma non è solo quello. O meglio, è quello che fa la differenza e li unisce al di là di tutto. Possono odiarsi e farsi del male e distruggersi, ma sono comunque corpi che si incastrano alla perfezione, alla fine. Pezzi dello stesso puzzle.
Il loro è un rapporto che deve essere legato altrimenti le loro vite sono incomplete.
Ed infatti sono e rimangono due infelici per le scelte che comunque fanno o per quelle che altri fanno per loro.
Chiarito questo (e dopo qualche interludio con altre storie) nasce "La scommessa". E "La scommessa" parla già di questo rapporto carnale che li lega e di cui saranno per sempre prigionieri. Non accettano e non capiscono o non vogliono capire quanto in realtà si compenetrino. Neanche in "Prigionieri" vanno aldilà di quel loro bisogno di possedersi.
Era già chiaro che dopo La scommessa e Prigionieri (scritti relativamente di getto), non mi sentissi soddisfatta del ciclo narrativo. Era un racconto incompiuto. Si intuiva che il loro legame era forte ma non in che modo. Non volevo che fosse solo sesso anche se Sesso e Malevolence sono un binomio indissolubile (perché Sirius vuole così e a Severus non dispiace affatto, diciamocelo).
Il periodo di "Briciole" è un periodo di grande ispirazione. Si chiacchierava su Skype fino alle ore piccole e le idee fioccavano. Ed è il periodo che Ny scrive la sua "L'idolo".
Lì, in quella meraviglia c'è l'ispirazione per il mio Sirius di Azkaban.
Detto questo non ricordo esattamente tutto quello che mi spinse a scriverla oltre quello che ho già detto.
C'è stato sicuramente lo zampino di Ny e Mary (le nostre chiacchierate sono proverbiali)e sicuramente c'è stato il desiderio di misurarmi con l'orrore di Azkaban.
Ricordo che la mia prima idea (l'albore) era di farli accoppiare selvaggiamente anche dentro quella lurida cella, ma si sa che ogni racconto assume vita propria e quei due omuncoli lì sono di una forza inaudita. Non ti permettono di scrivere cose che esulino dalla verosimiglianza. Forse in un porno di infimo livello sarei riuscita a portare a termine il mio folle piano, ma questa storia si è lasciata dietro fin da subito l'idea di farne una PWP.
Sirius non è il Sirius adolescente, è un Sirius che non ha quasi più nulla di umano. E quel Sirius lì non ti permette di scrivere di strani e complicati amplessi quando a malapena si regge in piedi. Ma non poteva essere che così. La prigione che descrive la Rowling con quei dannati dissennatori su tutto non lascia scampo.
Ed è proprio in questo clima di follia e disperazione che dal semplice possesso carnale si scopre che tra quei due c'è e c'è sempre stata quell'altra forma di possesso. Quel click inequivocabile che li rende parte di un uno.
Non c'è più la bellezza accecante e stordente del Sirius giovane. Non c'è più il Severus confuso e incapace di reagire ai suoi istinti.
Non possono più raccontarsi storie. Forse non ne hanno più voglia. Non hanno più la forza di ingannarsi.
Ma per loro non c'è speranza.
Lo sa Sirius, lo sa anche Severus e cosa ancora più importante lo sapevo io.
Sapevo che fine avrebbero fatto entrambi, già da allora.
C'è quindi l'accettazione, finalmente, dell'amore che li lega (perché E' amore seppur nella forma più selvaggia del termine) ma anche l'amara consapevolezza di non poterlo vivere. Di non averne mai avuta la possibilità. Anche Severus, seppure al momento rifiuti di vedere, intuisce che c'è un motivo nel rifiuto di Sirius. Un motivo che non ha voglia di approfondire al momento.
Ma come facevo altrimenti a giustificare l'astio che proverà Severus nel rivederselo davanti nella Stamberga? Severus ricorderà o vorrà ricordare solo il suo rifiuto e quella richiesta enorme che gli fece Sirius. Per sopravvivere al dolore ci si costruisce un'intera galassia di menzogne o mezze verità.
Quindi niente romanticherie o sdolcinatezze per la mia coppia principe. Avranno discussioni e liti furibonde (come nell'idolo di Ny) e incomprensioni alimentate dagli anni. Ma ci saranno anche momenti di passione sfrenata perché sono legati a doppia mandata, perché a volte sono piccole inezie a legarti per sempre.
Tutto quello che possono fare quindi, è vivere di quegli attimi.
Non posso essere più chiara di così, ma se qualcuno ha da ribattere o da chiedere maggiori delucidazioni sono pronta!
E' col dialogo che ho scritto la maggioranza delle mie storie. Col dialogo, probabilmente si può ampliare anche questo smozzicato resoconto delle mie malefatte. ;)
P.s. Della costruzione del racconto (di una fatica direi quasi titanica!) non ho detto niente perché mi sembra di aver sviscerato la cosa in diverse risposte ai commenti, ma se qualcuno ha domande che chieda! XD
La fantastica nenia che mormora Sirius alla luna è totalmente mia.
Per scrivere il pezzo con Sirius ci ho messo una vita perché ero senza parole. Avevo solo in mente l'immagine di lui che fissa quel pertugio e una lama spettrale di luna (come in La scommessa) che lo illumina a tratti. Anche qui la luna cela un'orrore che in "La scommessa" era quel sorriso scaltro e l'intento "truffaldino" (XD) di Sirius. Qui è Sirius stesso l'orrore.
Insomma, avevo quest'immagine e nient'altro. A tradimento mi lampeggiavano in mente parole smozzicate che accantonavo con esasperazione fino a quando ho capito che se volevo sbloccarmi e continuare erano proprio quelle che dovevo scrivere. Evidentemente per me erano parole "potenti" le uniche che potevano spiegare quello che io percepivo per Azkaban.
